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Associazione Insieme Onlus
festa dei popoli 2012 PDF Stampa E-mail

 

“L’ospitalità: una festa di popoli” è lo slogan della XXI edizione della Festa dei popoli, la manifestazione in programma domenica 20 maggio in Piazza S. Giovanni in Laterano. La Festa “è l’incontro di tutte le comunità immigrate della città di Roma che si radunano per celebrare la propria fede, espressione intima ed inviolabile di ogni uomo, la propria cultura, bagaglio e ricchezza incalcolabile di ogni popolo, e la capacità di saper vivere tutto questo nella diversità”. Con inizio alle ore 9.00, stand culturali, artigianali e gastronomici, laboratori e workshop, mostre e spettacoli folkloristici saranno presenti sul piazzale antistante la Basilica di Roma per l’intera giornata, per una festa all’insegna della partecipazione “reale” degli immigrati. Venite a trovarci!!!!!Saremo lì con il nostro stand!
 

 
Il Vescovo di Tshumbe e Presidente della Conferenza Episcopale della RDC lancia appello al Congresso USA PDF Stampa E-mail

AFRICA/CONGO RD:
  
il Presidente della

Conferenza Episcopale
 
chiede regole rigorose

sul controllo

dei “minerali di guerra”


Kinshasa (Agenzia Fides)- “Sostenete regole ferme sulla trasparenza delle compagnie minerarie che operano nel mio Paese”. È l’appello lanciato da Sua Ecc. Mons. Nicolas Djomo Lola, Vescovo di Tshumbe e Presidente della Conferenza Episcopale della Repubblica Democratica del Congo, di fronte al Congresso degli Stati Uniti.
Mons Djomo Lola ha testimoniato di fronte alla sottocommissione servizi finanziari della Camera sulla politica monetaria internazionale e del commercio. La Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti (USCCB) ha sponsorizzato l’audizione di Mons. Djomo Lola, che rientra nell’ambito della discussione parlamentare sui costi e le conseguenza della legge 111-203, il cui articolo 1502 introduce delle norme per impedire la commercializzazione dei minerali che finanziano i gruppi armati congolesi (vedi Fides 4/8/2010). La normativa stabilisce che le imprese statunitensi che sono registrate presso la SEC (l’autorità di controllo della Borsa americana) dovranno dichiarare se utilizzano dei minerali che sono presenti allo stato naturale nelle zone di conflitto della RDC o in Paese vicino. In questo caso dovranno inviare alla SEC un rapporto sui provvedimenti da loro attuati per stabilire l’origine e la tracciabilità di questi minerali. Le audizioni congressuali sono volte a stabilire la validità delle norme attuative delle legge, proposte dalla SEC. 
“Parlo non come un uomo d'affari o un esperto finanziario, ma come un leader religioso che è profondamente turbata dalla terribile violenza e la sofferenza che ha dominato la vita nel Congo orientale dal 1996," ha affermato Mons. Djomo Lola.
“Questa violenza ha distrutto famiglie, villaggi e comunità. Una delle principali motivazioni della violenza è lo sfruttamento illecito dei minerali attuato dai diversi gruppi armati nel Congo orientale”.
Secondo il Catholic Relief Service (CRS), che ha coordinato il viaggio di Mons. Djomo Lola negli USA, il Presidente della Conferenza Episcopale congolese ha espresso la speranza che la Securities and Exchange Commission (SEC) pubblicherà regole rigorose per garantire che le imprese e i consumatori non partecipano, inavvertitamente o meno, ad commercio che ha portato alla sofferenza ed alla morte di migliaia di persone..
“La Chiesa in Congo confida che la comunità imprenditoriale può e si unirà a noi per proteggere la vita e la dignità umana del popolo congolese, conducendo un commercio internazionale rispettoso delle regole, trasparente e responsabile. Siamo sicuri che non vogliono contribuire alla miseria che ha afflitto il Congo orientale per anni” ha concluso Mons. Djomo Lola. (L.M.) (Agenzia Fides 19/5/2012)
 
 
Si torna a parlare dell'esplosione del deposito di armi del 4 marzo PDF Stampa E-mail

REPUBBLICA DEL CONGO:

ESPLOSIONE

DEPOSITO D’ARMI,

PARLA (per la prima volta)

IL PRESIDENTE NGUESSO


di  Luca Pistone  11 mag 2012
Ufficialmente imputata ad un corto circuito che ha scatenato un incendio che, a sua volta, ha fatto esplodere il più grande deposito di armi e munizioni dell’Esercito, l’incidente avvenuto lo scorso 4 marzo a Brazzaville, capitale della Repubblica del Congo, aveva provocato oltre ai 223 morti, 2300 feriti e 14.000 senza tetto.
L’esplosione era stata udibile anche da Kinshasa, la capitale dell’ex Zaire situata sulla riva opposta del fiume Congo. Nelle prime dichiarazioni rilasciate in diretta televisiva, il ministro della Difesa Charles Zacharie Boawo si era affrettato a smentire voci su un possibile colpo di Stato o su un ammutinamento.
Successivamente sono poi circolate voci, che non hanno ancora trovato riscontri credibili, di possibili rese di conti tra gruppi di militari contrapposti.
In seguito all’episodio, un alto funzionario delle Nazioni Unite, Abou Moussa, capo dell’Ufficio regionale dell’Onu per l’Africa centrale, aveva richiesto di rimuovere tutti i depositi di armi presenti in aree urbane o trasferirli in zone più remote.
Per la prima volta, a distanza di due mesi, il presidente Denis Sassou Nguesso parla dell’accaduto. E lo fa con Radio France Internationale (RFI), in un’intervista pubblicata ieri sulla pagina web dell’emittente.
Nguesso racconta la sua reazione alla notizia e illustra questioni relative ad abuso di denaro, lacune degli ospedali ed arresti di ufficiali. Di seguito una sintesi dell’intervista.
RFI: Questa è la prima volta che si esprime dopo la tragedia del 4 marzo. Dove si trovava quella domenica? Si è trattato di un tentativo di golpe?
Sassou Nguesso: Erano le 8 del mattino, e mi trovavo nella mia residenza. Alle prime esplosioni pensai ad un tuono, una tempesta. Ricevetti delle telefonate e capii che si trattava di esplosioni provenienti dal campo militare di blindati di Mpila. Non avevo affatto pensato a un colpo di stato.
RFI: Perché un simile arsenale a Brazzaville? Per combattere contro chi?
SN: Sono armi e munizioni per l’esercito, la zona autonoma di Brazzaville e altri settori. Se si dispone di un esercito, non si può che avere armi e munizioni. Tutti gli eserciti del mondo funzionano così. Essi non stabiliscono un nemico in anticipo (…) Tutti gli stati del mondo hanno armi.
RFI: Questo dramma ha evidenziato le carenze degli ospedali della capitale. Il denaro investito in queste armi non potrebbe essere invece utilizzato per costruire un vero e proprio ospedale? (Segue...)
 


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